CELEBRATION

CINEMA

CELEBRATION

SERATA DI APPROFONDIMENTO SU MARCO FERRERI
OSPITE PAOLO MEREGHETTI, CRITICO CINEMATOGRAFICO E AUTORE

21

GENNAIO 2027

AOSTA - TEATRO SPLENDOR, ORE 18:30

LA GRANDE ABBUFFATA
di Marco Ferreri
Italia, Francia, 1973, 125 min

con
Ugo Tognazzi
Andréa Ferréol
Marcello Mastroianni
Michel Piccoli
Philippe Noiret

ORE 18:30 

LA DONNA SCIMMIA
di Marco Ferreri
Italia, 1964, 92 min

con
Ugo Tognazzi
Annie Girardot

 ORE 20:30

Nel 1997 moriva Marco Ferreri, corrosivo regista, indigesto a molti, benpensanti e non solo. Il suo lavoro, puntualmente laterale, ha attraversato la grande stagione del cinema italiano del dopoguerra, senza appartenere a nessuna famiglia specifica e si è spinto fino agli anni '90, mantenendo, anche nelle opere più critiche e criticate della maturità, un tratto personale in cui intelligenza, libertà e autonomia espressiva hanno sempre saputo segnare il passo e fare la differenza. Rinunciando metodicamente a qualsiasi compiacimento da intellettuale, Ferreri è stato un lucido, e in molti casi un non conciliante osservatore e pensatore della realtà a lui coeva, oltre a essere un originalissimo regista. Le sue possono essere considerate innanzitutto delle riflessioni visive, spoglie dai sotterfugi dell'erudizione esibita ancor prima che delle opere cinematografiche; riflessioni visive che, non a caso, sviscerano alcuni dei temi propri alla riflessione filosofica europea, dal primo dopo guerra ai giorni più recenti: le logiche dell'assoggettamento (Ape regina, La donna scimmia), l'iperbole dell'assurdo (L'uomo dei cinque palloni, Il fischio al naso), l'alienazione contemporanea (Dillinger è morto), la fenomenologia del potere (L'udienza), il consumismo (La grande abbuffata) e poi, ancora e diffusamente, lo sviluppo urbanistico, i mutamenti delle relazioni di coppia e dell'identità di genere, l'erotismo, il sesso, la terza età e l'invecchiamento della società. Il secondo degli affondi della Saison Cinéma 2026/2027 è dedicato proprio al cinema di Ferreri a trent'anni dalla sua scomparsa. Idealmente si configura però come un appello all'ascolto e un omaggio alle voci libere e indipendenti, alle intelligenze laiche e coraggiose che ci regalano la possibilità, mentre fissiamo quello spazio bianco e disponibile, di scuotere i nostri sentimenti e di allenare il nostro pensiero portandolo in terre lontane, sebbene tanto prossime alla nostra esistenza quotidiana, con quel andamento beffardo, mozartiano, che svela quanto dramma e commedia sono in fondo solamente maschere differenti per uno stesso attore, di una stessa storia, per uno stesso finale.

LA GRANDE ABBUFFATA. Quattro amici, un gourmet, un produttore televisivo, un pilota d'aereo e un magistrato decidono di ritirarsi in una villa rifornendosi di prelibatezze di ogni tipo. A loro si unirà un'insegnante che assisterà alla realizzazione del loro progetto: continuare a mangiare fino a morire. Un film che suscitò un grande scandalo al momento della sua prima proiezione e che oggi resta come testimone di un'epoca e dell'opera di un grande e provocatorio regista.

LA DONNA SCIMMIA. Anna ha il corpo coperto da una fitta peluria e per questa ragione vive isolata in un ospizio-ospedale. Un uomo di pochi scrupoli che vive d'espedienti la convince ad esibirsi come fenomeno in un baraccone. Illusa dall'attenzione che lui le dimostra, Anna accetta e l'uomo arriva anche a sposarla pur di legarla a sé. La donna si accorge di aspettare un bambino, ma durante il parto muore e poco dopo muore anche il piccolo. L'uomo non si dispera e non si arrende…

 

BIGLIETTI

INGRESSO GRATUITO FINO A ESAURIMENTO POSTI

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