CELEBRATION

CINEMA

CELEBRATION

SERATA DI APPROFONDIMENTO SU BERNARDO BERTOLUCCI
INTRODUZIONE DI VALENTINA RICCIARDELLI, PRESIDENTE DELLA FONDAZIONE BERNARDO BERTOLUCCI

09

NOVEMBRE 2026

AOSTA - TEATRO SPLENDOR

NOVECENTO
di Bernardo Bertolucci
Italia, 1976, 310 min

con
Gérard Depardieu
Robert De Niro
Burt Lancaster
Alida Valli
Dominique Sanda
Stefania Sandrelli

In collaborazione con Fondazione Bernardo
Bertolucci e Cineteca di Bologna

 

Fondazione 
Bernardo Bertolucci

I festeggiamenti per i 50 anni dell’uscita di Novecento e il suo recente (2026) restauro a cura della Cineteca di Bologna, ci ha spinti a dedicare il primo dei due affondi della Saison Cinéma 2026/2027 a Bernardo Bertolucci, autore faro di un’epoca, artefice di un cinema molto personale, tanto nei racconti più intimi e individualistici degli esordi e di fine carriera, quanto nelle maestose produzioni degli anni ‘80, che l’hanno consacrato come uno dei registi italiani più conosciuti a livello internazionale.
Aggiungere qualche indicazione critica rispetto alla mole sorprendente di pagine che sono state scritte, di interviste che sono state rilasciate, di riflessioni scaturite dal suo cinema ci sembra inutile. Ci interessa invece condividere con gli spettatori una domanda, che vuole essere un invito aperto e problematico alla visione più che un quesito a cui dover rispondere; la domanda che chiede conto della relazione tra il posizionamento autoriale di Bertolucci e la nostra contemporaneità o – presupponendo di porre la questione nei termini più familiari al regista emiliano – tra le visioni del suo cinema e il mondo che siamo costretti a vivere. Il suo modo di approcciarsi al problema dell’esistere, alla relazione tra biografia e contesto, tra desiderio e politica, tra essere e dover-essere, tra attesa e inaspettato, suggerisce un elemento comune – pur nelle specifiche differenze – del contributo filosofico, ancor prima che cinematografico di Bertolucci: quella dialettica, quasi sempre amara, tra l’individuo, la sua irriducibile tendenza espansiva, e i fatti, da intendere nel senso più ampio, come ciò che può, e in taluni casi deve, accadere, tra l’illusione adolescenziale di una plenipotenza vitale a cui tocca però fare i conti con le variegate forme di frustrazione del mondo adulto, incapace di poesia, di sogno. Bertolucci e il suo portato intellettuale e visivo come possono aiutarci a decostruire e ricomporre il senso delle nostre attuali vite?

NOVECENTO
Il film - una maratona complessiva di cinque ore - racconta la storia di tre generazioni, impegnata nella lotta di classe in Emilia, terra di forti contrasti e di robuste tradizioni, sullo sfondo di un secolo di politica italiana. Il 25 aprile del 1945 è il giorno della Liberazione dal nazifascismo ed è anche il giorno in cui le contadine catturano il fascista Attila e la sua compagna Regina e il giovanissimo Leonida tiene sotto il tiro di un fucile il padrone Alfredo Berlinghieri. Da qui ha inizio un flashback che ci porta alla nascita e successivamente all'infanzia e alla giovinezza di Alfredo e del coetaneo contadino Olmo, fino a dopo la fine della Prima Guerra Mondiale.

BIGLIETTI

INGRESSO GRATUITO FINO A ESAURIMENTO POSTI

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